Che il viaggio abbia inizio!

Due ragazzi giovani, a cui non piace la vita che gli hanno raccontato nel loro percorso di crescita. Non si abituano all’idea troppo comune di dover studiare, incontrare un partner con cui sposarsi, comprare casa e fare figli. Perché dovremo avere tutti la stessa storia con gli stessi obiettivi?

Cosí inizia la nostra storia da Dreampackers!

Cristina e Federico, si incontrano a Barcellona, la loro attuale cittá, pur avendo origini differenti.

Federico e´nato in Uruguay. A 18 anni si e´trasferito alle isole Canarie con la famiglia, e a 25 ha preso un volo verso Barcellona, grazie ad una offerta di lavoro in una Startup.

Cristina é nata in Italia. A 23 é partita per l’Australia per affinare il suo inglese. Dopo due anni alla scadenza del visto ha viaggiato un pó in quella parte del mondo. Ha poi vissuto 4 mesi alle Canarie, prima di trasferirsi a Barcellona per imparare lo spagnolo.

 

E qui ci siamo conosciuti, io e Fede e dopo esserci resi conto che andavamo d’accordo e stavamo bene assieme abbiamo deciso di mollare tutto e approfittare di avere solo 28 anni e poter ancora cogliere l’opportunitá che ci dà la vita (e il passaporto italiano): il Working Holiday Visa per la Nuova Zelanda.

 

Penso che non ci sia bisogno di aggiungere altro sul nostro passato. A meno che qualcuno non abbia delle domande...ci sono domande?

 

Bene dunque, l’8 settembre 2017 abbiamo lasciato Barcellona con un volo notturno. Per fortuna quel giorno non c’erano scioperi o altri ingorghi dovuti al recente episodio terroristico. Tutto liscio, anzi ci e´andata di lusso considerando che aleatoriamente Ryanair ci ha assegnati i posti a sedere delle uscite di emergenza! Da notare che hanno almeno 25 cm in più dei posti normali: un comfort notevole visto le 4 ore di volo che ci aspettavano.

Atterrati, la madre e la sorella di Fede ci hanno accolto con gioia e con un banchetto “natalizio” pronto in casa. Da notare che erano tipo le 2 di notte non potevamo essere scortesi e non assaggiare almeno tutte le pietanze preparate in onore del nostro arrivo. Cosí tra una chiacchiera e l’altra e un portata dopo l’altra si sono fatte le 4.30 della mattina. Buttarci a letto e risvegliarci a Las Palmas e´stato interessante. Il ricordo che ho di questa cittá é collegato maggiormente alla mia faccia perennemente coperta da capelli spettinati dal vento costante. E questa volta non é stato di meno. Si sono aggiunti poi ricordi di una calorosa famiglia sempre pronta a offrirti uno stuzzichino, un amico di Fede che si é studiato la Bibbia per conquistare una ragazza, un mate pomeridiano bevuto con due amiche argentine in riva al mare, il “dovuto” acquisto di uno spremitore di arance elettrico da portare in Italia, le bollicine di un solo bicchiere di Lambrusco che possono ubriacare la zia di Fede.

 

Abbiamo poi lasciato l’isola il 15 mattina con il volo delle 6.40 diretto a Bologna, ultima tappa obbligatoria pre viaggio reale, per salutare i miei famigliari. Purtroppo non abbiamo avuto la stessa fortuna dell’andata e abbiamo tentato di passare queste 4 ore con le ginocchia in bocca, godendoci l’idea di un buon croissant all’arrivo!

 

Bologna ci ha accolto con le nuvole e il vento, una felpa obbligatoria e mio padre contento di rivederci. Un po’ provato dal governo Italiano, mio padre mi racconta la storia infinita della speranza della sua pensione, e nasce in me una urgenza di aiutarlo a combattere contro questa burocrazia che ci mangia il tempo e gli anni migliori (se qualcuno avesse amici che lavorano all’INPS per favore mi contatti). Ci ha condotti a casa a Vicenza dove mia madre aveva preparato un buon risotto di funghi, pronto a espandere i nostri stomaci. Benvenuti in Italia, fatevi sotto col cibo finché potete, ci dicevano tutti. E noi non abbiamo rifiutato nulla, fino all’ultimo pezzo di pane per fare scarpetta! Vicenza e’ stata: molte arance spremute la mattina, colazioni e pasti ricchi, un sole regalato in una giornata a Venezia, provare una osteria nuova con gli amici di sempre, un ristorante nuovo con le cugine di sempre, buttare via molte cose collegate al passato, l’alito di aglio dopo il super pesto cucinato dal Fede, molta pioggia, un abbraccio (forse l’ultimo) a una nonna 91enne.

 

E poi arriva l’ultimo spostamento europeo. Treno la mattina Vicenza-Verona, sosta caffè cornetto in attesa di Italo. Tu treno ad alta velocitá dacci la libertá, portaci a Roma dove ci aspettano le ali di Thai Air e...Carlotta e Lele! Ah che bello rivedere i miei ex coinquilini di Barcellona in questa cittá storica. Con i nostri backpack (zaini giganti da viaggio), ci spostiamo tra una stazione all’altra, fino a che ci piazziamo in un bar elemosinando il wifi, un caffè e due birre per poterci mettere in contatto con gli altri e brindare alla nostra reunione. Le celebrazioni continuano davanti a una pizza e raccontandoci sogni e speranze per un futuro ancora da vivere. Abbracciamo Lele dopo l'ultima birra e gli auguriamo il meglio per la sua nuova e prossima avventura a Torino. Carlotta invece ci ospita nel suo letto, di cui siamo enormemente grati, offrendoci anche il calore di un animale coccoloso come Gibba, la cane lupo. Ultimo sforzo della mattina del 22 settembre: andare all'aeroporto di Roma fiumicino. Con un Fede disperato di non poter arrivare a tempo al treno a causa del mio lento passo, aggravato dal peso del mio zaino, e una Cristina pregante tutte le stelle che l’hanno seguita, ci siamo poi ritrovati puntualissimi all'aeroporto di Roma Fiumicino. Ultimo croissant e ciao ciao Italia. Arrivederci a tardi!    

1 pensiero su “Che il viaggio abbia inizio!

  1. Ragazzuoli!!
    In bocca al lupo con questa nuova aventura 🙂
    Nonostante la distanza, state sicuri che vi penserò ad ogni mate, verdusaña, bravas da Tomas, birre al Brewdog, croissant al dulce de leche, e ad ogni pubblicità di Spotify che NON devo ascoltare (anche qualora quest’ultimo beneficio dovesse concludersi).

    La mia mente viaggia con voi, resta solo da definire dove s’incroceranno di nuovo i nostri corpi. (Tanananana…)

    Un abbraccio e buona vita!

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