Giorno #9

Il ticchettio della pioggia sul tetto della vettura può essere piacevole…ho detto può…ma non lo è specialmente quando devi smontare la tenda, fare colazione appena svegliati e cercare di iniziare la giornata col sorriso. Ci siamo messi in moto tutti grondanti, fermandoci dopo qualche ora in un campo sportivo dove la bibbia segnalava delle docce gratuite.

Abbiamo così fatto la conoscenza di questo vecchio super tenero, il primo di una serie di personaggi interessanti che hanno incrociato il nostro cammino. Dovrei forse focalizzarmi di più su queste persone che su la successione dei fatti che sono occorsi nel viaggio?Mmm… ci penso! Il racconto potrebbe prendere una piega differente. Vediamo. Dunque questo anziano, chiamiamolo John, di tipo 65 anni, ci racconta che scrive delle poesie e io ne sono molto incuriosita. Si è tipo accampato vicino agli alberi con questa tenda quasi lussuriosa. Ha come un telo che protegge dalla pioggia che funge da entrata ed ha parcheggiato la sua macchina lì davanti. La sua compagnia, un cane. L’auto è uno dei classici pick-up australiani con il dietro aperto e carico di roba. Curiosa la segnaletica “cemetery” che porta con sé con una freccia che indica verso l’infinito. Ci racconta un po’ la storia della sua vita, soffermandosi a parlare di una donna di cui è innamorato. Si sono conosciuti in un centro di recupero ed hanno avuto una specie di relazione e lui non riesce a dimenticarla. C’è una poesia dedicata a lei. Ce la legge, non posso fare a meno di girare un video di questo momento davvero suggestivo. Parla di lei con amore, dedizione e venerazione e mi soffermo a pensare per qualche secondo a quanto l’amore sembra un sentimento infantile raccontato da lui. A quanto forse in realtà lo è. Un sentimento senza età intenso fin dalla prima volta che viene provato.

Con l’occasione ci facciamo anche una doccia. Scopriamo che però è a pagamento. Ti danno le chiavi e con 5$ ti lavi. Ci laviamo in tre! Un panico però, questa doccia che funziona tipo 5 minuti poi devi aspettarne altrettanti prima che riparta, ma cos'è questa ossessione per i timer qui?

Lasciamo questa parentesi di pulizia e amore e ci avventuriamo fino a prima di Port Augusta. Guidiamo anche dopo il tramonto, ma in sicurezza. La bibbia parla di questa area di sosta gratuita, dove ci fermiamo e che da lontano non capiamo bene cosa sia. E’ buio, ma ci rassicuriamo grazie alla presenza di altre roulotte e van. Però il posto sembra molto tetro. Ci sono solo i veicoli, non c’è nessuno attorno. C’è un vento allucinante ed è molto buio. Aiutiamo Pascal a montare la tenda se no vola via lui e tutto l’ambaradam. Vediamo poi delle figure umane ed è forse più inquietante vederle a questo punto. Tutto da una sensazione abbastanza agghiaccante. Potrebbe essere benissimo il set di uno di quei film dell’orrore sui backpackers!

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