Giorno #8

Ciao Janet, è stato breve ma intenso. Nuvoloso anche oggi. Guidiamo in fretta verso il lungomare perché l’urgenza di svuotare le nostre vesciche diventa insostenibile. Cristina guida tu per favore fino alla spiaggia se no io mi piscio addosso. Che bello! Qui ci sono i bagni super tecnologici che dal momento in cui entri ti danno tipo un timer di 5 minuti per fare le tue cose e inizia a suonare una musica rilassante che ti permette di scoreggiare rumorosamente senza la preoccupazione di essere sentito fuori. Dunque se mantieni la posizione di “sto cagando” fai attenzione a non metterci più di 5 minuti perché poi le porte si aprono automaticamente e la persona in attesa del bagno potrebbe essere investita dalla tua bellezza. Ci sono poi i sensori ovunque, per tirare l’acqua, per far scendere il sapone, aria nelle mani, specchio per farti vedere più bella. Fantastico!

Io e Katie iniziamo a sistemare il van per noi due, prevedendo un viaggio a due, sistemando la nostra casetta. Miracolosamente qualcuno risponde al nostro annuncio. Intendiamoci, abbiamo ricevuto molte risposte, però la gente non vuole partire quando partiamo noi o boh, gente strana. Pascal dunque, questo ragazzo tedesco di 23 anni ha fatto centro. Ci avventuriamo a prendere una scatola chiusa dicendo si senza conoscerlo di persona. Prima di andare a prendere il nuovo avventuriero passiamo per il ferramenta. Compriamo degli utensili per installare le tende sulle finestre del fondo del van. Prima di partire ho cucito queste tendine bellissime azzurre con i pois bianchi che inizialmente erano il copri divano del mio terrazzo. Il potere delle donne ha reso possibile la perforazione della carrozzeria interna del veicolo con un martello di gomma. Soddisfattissime delle nuove tende! Tutto ciò ha avuto luogo nel parcheggio del ferramenta per la contentezza di tutti i vecchi che adorano osservare i lavori in corso. Poi ovviamente non poteva mancare la burla quotidiana. Abbiamo comprato questa tanica super sicura in metallo dove mettere 10 litro di speranza blu, chiamata petrolio, per affrontare il viaggio con tranquillità di non rimanere bloccate nella vastità deserta del continente, soprattutto nel Nullabor. Siamo andate dal benzinaio a riempirla, solo che nel tentare di richiudere il tappo con chiusura ermetica anti gocciolamento ci siamo rese conto che il tutto era difettoso. Ed ovviamente l’abbiamo riempita fino all’orlo. E’ stato divertente guidare nuovamente indietro fino al ferramenta, mentre io cercavo di mantenere la tanica in una posizione più eretta possibile, spandendo liquido sulle mie caviglie ad ogni curva. Dal ferramenta ci hanno preso per delle piromani e temevano che volessimo dare fuoco al negozio. Quando hanno capito che eravamo solo delle idiote innocue, ci hanno cambiato la tanica, travasandoci anche il nostro oro.

Siamo finalmente riuscite ad abbandonare Adelaide e a dirigerci verso la Barossa Valley, dove c’è Pascal che ci attende. Lo recuperiamo in un ostello di backpackers che sono li principalmente per lavorare nelle fattorie vinicole. Benvenuto a bordo. Per fortuna non è uno di quei tedeschi alti, biondi, affascinanti per cui io e Katie potremo perdere la testa, se no sarebbe davvero difficile viaggiare con tanta bellezza a bordo. Soprattutto quando gli specchi non esistono. Abbiamo guidato fino a trovare un’area di sosta dove mettere giù anche la tenda. Abbiamo poi preparato la cena che ci ha dato modo di fare qualche chiacchiera e conoscerci un po’ meglio e capire che avevamo avuto la fortuna con questa scatola chiusa e che era un ragazzo a posto. E bravo Pascal.

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