Giorno #4

Toc toc, chi bussa? Eh certo, il brutto tempo, buon giorno. Oggi si presenta una di quelle giornate dove più si guida più si sta asciutte. Ci mettiamo dunque in marcia verso Mount Gambier dove poi ci concediamo una sosta e un buon caffè. Nei paraggi c’è un lago chiamato Blu Lake. Riuscendo a tenere aperti gli occhi mi accorgo che il lago è davvero blu. Non mi emoziono tanto, rimontiamo in macchina spingendoci fino a quando ci guida la luce del sole. Ci inoltriamo fino a Cape Jaffa, un posto abbastanza desolato, molto tranquillo secondo me. A quanto pare però Katie non concorda con la mia visione di tranquillità e vuole che troviamo un posto più nascosto dove la gente non possa vedere che c’è un van parcheggiato. Diciamo però che il bianco della nostra carrozzeria non passa molto inosservato. Non mi piace poi come le ansie degli altri possano diventare le mie ansie. Credo che la centinaia di chilometri percorsi, le migliaia di gocce cadute sul parabrezza, e i nodi di vento sui nostri corpi abbiano acceso un po’ di nervosismo. Bene, non ci voglio pensare. Mi metto a cucinare. Preparo una pasta con le zucchine, amico mio Oriol, ti giuro che non le ho bruciate.

ANEDDOTO: Cristina e le zucchine.

I primi sei mesi che vivevo a Nicholson St. condividevo casa con un ragazzo spagnolo, ops perdonami, catalano, Oriol, 7 anni più grande di me. Eravamo come fratello e sorella. Una sera siamo andati ad una festa del suo amico Hector, valenciano un anno maggiore, chef di professione, che aveva organizzato la paella party. Da brava backpacker risparmiatrice il pomeriggio ero andata al mercato ed avevo trovato le zucchine in offerta. Avevo dunque acquistato 3kg di zucchine ad un prezzo molto conveniente. Tornata a casa, mi ero messa a cucinare le zucchine con l’intenzione di surgelarle. La sera alla festa nel bel mezzo del party stavamo allegramente chiacchierando su come avevamo speso la nostra domenica, se non che mi è venuto in mente che avevo lasciato le zucchine sul fuoco a casa…

Madonna, mi sembra di sentire ancora l’odore. Fatto sta che ho cercato Oriol tra la gente e gli ho detto delle zucchine. Abbiamo cercato di contattare i vicini per sentire se erano a casa, ma nessuno rispondeva. Eravamo a tipo un’ora e mezza di bus da casa. Questa è la storia di come Cristina ha abbandonato un party per colpa delle zucchine, e di come si è guadagnata l’appellativo ZF. Mio fratello Oriol ha ben pensato di far sapere al mondo la mia tendenza a bruciare le zucchine chiamandomi zucchini fucker…

La cena questa sera e’ davvero squisita. Nel cucinare mi sono intrattenuta filmando i vari passaggi della preparazione. Quanto mi diverto a parlare a una telecamera! Ecco a voi la pasta con le zucchine e gli asparagi. Gia’ mi immagino l’odore della nostra pipi domani mattina! Dovremo assicurarci che quando ci “accovacceremo” nella natura non ci sia nessuno nei paraggi.

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