Giorno #1

Ci svegliamo di fronte al mare con una pioggia cane. Ci adoperiamo al meglio per consumare la prima colazione cercando di stare asciutte. Le prime emozioni si registrano nella nostra memoria. Ci dirigiamo a Geelong per delle questioni burocratiche e poi ci mettiamo in marcia verso il Grampians National Park. Katie finalmente si fida a farmi guidare…ok che noi italiani siamo conosciuti come gli indiani d’Europa, e che in questa terra si guida dalla parte opposta, però mi sono sempre considerata una buona guidatrice e non ho mai fatto incidenti. Nella gioia della guida, tre ragazze si trovano ad affrontare discorsi molto intensi sulla vita amorosa e di coppia. Parliamo di relazioni a distanza, mentre lo scenario ci presenta una moltitudine di alberi e…il primo imbrunire. In Australia non si dovrebbe MAI guidare al tramonto, è una cosa che ribadiscono sempre tutti. Ma tra una chiacchiera e l’altra il colore del cielo sembrava immutato. Poi arriva lui, incosciente attraversatore saltante della strada il più temuto nemico delle strade dell’Australia: mister kangaroo. Merdaaaa…eccolo che passa sotto alla ruota destra della macchina facendomi sussultare, urlare, cagare addosso…e infine piangere come se fosse stato il mio cane. Stoppo la vettura in mezzo alla strada (tanto non c’è mai nessuno in giro al tramonto) e comincio a usare il volante come cuscino di sfogo per tutta l’amarezza che provo nell’aver tolto la vita ad un animale. Dall’odore credo che anche Katie e Janet si siano cagate addosso dallo spavento…ok, scherzo. E’ per fare un po' di humour in un momento così tragico. Non capisco se Katie sia più preoccupata per il decesso della creatura o per lo stato della vettura. Le ragazze scendono; io non ne ho il coraggio. Apro infine la portiera e vado a constatare il decesso dell’animale. Grazie al cielo è solo un wallaby, che è praticamente un canguro in miniatura. Grazie al cielo è intero, anche se inerme. Non potrei sopportare di vedere budella spappolate o sangue. La creatura non da segni di vita. Lo raccolgo e lo porto a lato della strada, dove emette uno strano suono seguito dall’emissione di sangue dalla bocca. Io rispondo con l’emissione di ulteriori lacrime. Che triste! Abbandoniamo il cadavere e rimetto in moto il van, proseguendo alla velocità della lentezza. Cerchiamo un luogo dove accamparci per la notte. E’ ormai quasi buio e veniamo attratte dalla presenza di altre macchine e un fuoco. Parcheggiamo e cominciamo quella che diventerà presto la routine serale: montare la tenda del terzo viaggiatore e cucinare qualcosa. Il campervan ha 3 posti a sedere; dietro i sedili abbiamo fatto costruire il letto. L’intero van è stato realizzato in collaborazione con Matt, un ragazzo australiano coetaneo di Katie con cui lei appunto si frequentava a Melbourne. Grazie ancora Matt, anche se lei era persa per te e le hai spezzato il cuore, hai fatto davvero un ottimo lavoro! Nella struttura del letto ha creato un maxi cassetto, che è il nostro guardaroba. La parte posteriore è la zona cucina, con i cassetti, le stoviglie, i condimenti…un po’ come giocare a mamma casetta!

Stanche e traumatizzate ci accontentiamo di cenare con un sandwich. Primi contatti umani con altri vagabondi: attorno al fuoco siedono tre personaggi….spero fossero in cerca di autore perché ora parlo di loro…ahahahah, grazie Pirandello!

In realtà non mi ricordo molto di loro, ma per fortuna esiste la fantasia. Personaggi, prometto che invento delle belle storie. Erano due ragazzi e una ragazza. Una coppia tedesca in viaggio con il loro amico belga. La ragazza aveva conosciuto Sebastian (da notare il nome d’invenzione molto belga) qualche anno prima mentre era in viaggio in Laos per ritrovare sé stessa. In realtà l’unica sé stessa che aveva trovato era quella a cui gustava passare ore con sto tizio. Successivamente sé stessa ha trovato, dopo qualche mese, a passeggio sui cocuzzoli tedeschi il qui presente Theo, attuale compagno. Questa è la storia di Seb, Theo e sé stessa, il trio perfetto per un viaggio senza tetto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *